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🇮🇹 Mirko Scapparone for Inspiration Valley - Senior Manager @ Accenture Australia

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Unlock the insights from our webinar with Silicon Valley Study Tour and Silicon Valley Fellowship, where Mirko shared his experience as Senior Manager @ Accenture Australia

Mirko is a Manager at Accenture in Sydney, serving as the Security Strategy & Organization Lead. He is a passionate and experienced cyber security manager with a strong background in security governance and cyber security strategy. With over eight years of experience, he specializes in designing and supporting comprehensive cyber security programs for multinational environments. 

He holds a MSc in Electronics Engineering at Università di Genova followed by Cybersecurity Certificates held in multiple primary International Schools. He is a Silicon Valley Study Tour 2013 Alumnus.


Don’t miss the upcoming sessions of Inspiration Valley, a virtual journey where you’ll hear the stories of Italians working in Silicon Valley and around the world.

SPEAKER_02

Grazie Paolo, grazie a tutti. Spero che riusciate a vedere il mio schermo. Allora, oggi. Volevo presentarvi un po' il mio percorso, un po' anche le mie riflessioni. Da questo percorso, ho chiamato da Genoa to Sydney. Perché comunque sono di parte di Genova da parte della mia mamma. Genova anche mi ricorda un po' Sydney per via della vicinanza al mare comunque delle similità. Diciamo anche poi volevo spiegarvi anche un po' come sono diventato senior manager in Cyber Security. Allora, tutto inizia appunto a Levanto. Per chi non lo conosce, Levanto è un paese molto bello della Riviera delle Ligure. Appunto, rimane è un po' il gateway per le cinque terre. Quindi molte persone, diciamo, vengono e prendono un bed and breakfast o comunque passano del tempo a Levanto come base e poi si spostano nelle cinque terre. E questa, diciamo, internazionalità da levanto, se tu sei di levant appunto d'estate, hai la possibilità di parlare con persone che vengono un po' da tutto il mondo. Quindi, già, diciamo, quando ero adolescente parlavo con persone americane, comunque persone che venivano da tutta Europa, eccetera. E quindi questo ti dà un po' la curiosità, ma anche ti dà la possibilità, che ti viene voglia appunto di girare un po' per tutto il mondo. E quindi, il coso divertente diciamo, di questo aspetto, è che molti dei miei amici con cui sono cresciuti oggi poi sono un po' sparsi per tutta Europa. Quindi non è successo solo a me, diciamo che questa influenza ci ha portato un po' a esplorare il mondo, ma tante persone, appunto della mia età sono sparsi un po' per il mondo. Allora, qui ho riportato un po' per cercare di connettere un po' i DOS, come si dice. Nel mio percorso, diciamo, nella prima parte in cui poi ho creato un po' la carriera in cyber security in Italia, mettendo un po' insieme i vari punti più significativi. Inizio col 2012, in quel periodo avevo appena completato la laurea triennale in computer science a Genova, Computer Engineering, appunto. Dopo la triennale, appunto, sono partito subito per il primo semestre della magistrale per fare un Erasmus, appunto, in Norvegia, University of Agder. È stata un'esperienza molto bella, che raccomando a tutti, ed è stata un po' la prima volta, diciamo, che ho provato me stesso, diciamo, fuori dalla mia comfort zone. È un po' come fare un piccolo rinizio della tua vita in un paese completamente nuovo, che comunque, tra virgolette, è diciamo, è diciamo facilitato perché comunque sei supportato da tutto il network Erasmus, poi comunque vai per studiare, quindi, diciamo, non hai tutta la parte lavorativa, però è molto formativo perché poi ti dà la possibilità una volta completato, di ampiare un po' i tuoi orizzonti. Perché a quel punto poi, tra virgolette, dentro di te pensi, ok, ce l'ho fatta qua, quindi posso andare dove voglio quando finisco l'università, è già un modo per metterti la prova, e poi anche qua conosci amici e persone, diciamo, con cui ci sentiamo ancora di tutte le parti del mondo, in particolare tedeschi in questo caso. Cosa divertente che tra gli esami che avevo scelto all'epoca ce n'erano due: uno era computer security, e l'altro era Mobile Network and Communication, che c'era anche una parte di security, perché i paesi del nord erano famosi. Per Nokia, comunque Erickson e Siemens per tutta la parte, diciamo, di Mobile Network e Security. E quindi poi, alla fine, diciamo, un po', ho creato poi la carriera in cyber security che all'epoca non pensavo ancora. Dopo, tornato da questa esperienza, ho continuato gli studi appunto all'Università di Genova, ho fatto il master in computer engineering e ho fatto un'altra esperienza, come diceva appunto Paolo, molto potente: Silicon Valley Stalitur. Questo è stata un'esperienza all'epoca di due settimane in cui abbiamo incontrato tutti gli italiani che lavoravano nella Silicon Valley. Mi ricordo che sono tornato con molta energia e molta voglia di fare. È stata una cosa, diciamo, che poi mi ha lasciato un po' il segno, mi ricordo ancora oggi appunto tutte le varie interviste che abbiamo fatto. E diciamo, questo è stato un altro dei punti, diciamo, che poi mi ha dato, diciamo, con tutti i punti, diciamo, mi ha dato volta a proseguire una carriera più globale. Nel 2014, poi, dopo due anni, appunto, mi sono anche laureato all'Università di Genova in Computer Science, e poi ho iniziato la mia carriera nel 2014, dopo la laurea, lavorando come Java web developer per lo sviluppo di e-commerce e-commerce, diciamo, ho iniziato a Milano, dopo pochi mesi sono stato spostato a Londra dove c'era la sede principale dell'azienda. Londra, circa dieci anni fa, era una città molto bella. Diciamo, ti sentivi un po' come essere a New York, ma in Europa di fatto. E tutto quello che succedeva in Europa, succedeva un po' a Londra. Adesso la situazione è un po' diversa. Amici che vivono lì, con la Brexit, eccetera, diciamo, diventa un po' più spenta rispetto a prima, anche se comunque è sempre una città molto dinamica. Questa esperienza è stata molto bella appunto. Lavoravo in centro, ho sviluppato molte competenze tecniche, eccetera. Mentre stavo a Londra, poi ho ricevuto una chiamata di un'applicazione che avevo fatto subito dopo laureato, che era per un centro di ricerca della NATO. È una posizione di visiting researcher che non mi aspettavo, e quindi, dopo circa un annetto che stavo a Londra, diciamo, ho fatto una serie di colloqui. Poi mi avevano preso. È stata una decisione un po' difficile perché comunque a Londra stavo bene. Tuttavia, questa voglia di provare qualcosa di un po' più sfidante, diciamo, un ambiente un po' più selezionato e internazionale, pensavo fosse un po' un'opportunità della vita, e quindi ho deciso di lasciare l'aceria di sviluppo in Londra e tornare in Italia per lavorare per questo centro della Nato. Qui, diciamo, ho iniziato a lavorare sul campo di cyber security. All'epoca, praticamente, sviluppavamo in Java dei simulatori di guerra cyber, e quindi perché era stato appena introdotto il dominio cyber nei vari domini relativi agli ambiti appunto di guerra. Prima c'era appunto lo spazio aereo, terrestre, navale, e poi era stato appena introdotto appunto anche il dominio cyberspazio. E quindi si avevano creato questi simulatori che simulavano appunto per fare il training ai militari, erano dei prototipi che poi, se funzionavano, sarebbero stati dati la commercializzazione. È stata un'esperienza qua molto bella. Persone appunto che venivano un po' da tutto il mondo, anche qui, molte persone dalle università americane, quelle più famose, con cui diciamo ho lavorato, ho passato tempo. Una cosa divertente, mi ricordo che, come parte del contratto, avevamo un'ora al giorno di esercizio fisico e quindi potevamo andare in palestra, essere pagati per andare in palestra, questo era molto divertente. E niente, quindi, diciamo, questo è stato un po' il quanto per la parte di ricerca e della realtà accademica. Dopo circa un annetto che sono stato in questi contratti, avrei potuto continuare in questo settore, però, diciamo, siccome era un centro di ricerca, poi avresti dovuto continuare facendo un PhD e poi sempre comunque con contratti di ricerca che erano, diciamo, una nicchia, un po' e comunque limitati nel tempo. Quindi, diciamo, dopo un po' mi è piaciuto l'ambiente, però volevo sviluppare le mie competenze in una progressione aziendale un po' più standard. Quindi sono tornato nel mondo dell'industria. Diciamo, ho capito che un po' volevo lavorare in cyber security perché rispetto a e-commerce era un ambiente che mi ispirava di più perché potevo dare un contributo più importante alla società dal mio punto di vista, perché comunque proteggere la società da cyber attack era un obiettivo che dal mio punto di vista era più rilevante rispetto a semplicemente sviluppare e-commerce per vendere prodotti. Quindi ho creato la mia carriera in cyber security iniziando in una Big Four inizialmente in Deloitte. Facevo consulenza un po' a tutti i tipi di aziende, e poi mi sono spostato in Accenture dove sono cresciuto sino a livello di manager in Italia dove ho lavorato principalmente per banche e assicurazioni, girando per l'Europa. Avevo un team poi molto grande di circa 20 persone. Nel 2023, era un po' di anni già che stavo lavorando a Milano, sentivo un po' che avevo un po' vissuto tutte le esperienze che poteva darmi Milano. Stava incominciando a essere un po' ripetitiva e iniziavo un po' annoiarmi. Aspettavo il prossimo scatto di progresso, di carriera. Il mio capo se aveva l'azienda, avevo lasciato anche il suo team. Ero diciamo, stavo solo aspettando di fatto mantenere, diciamo, il business e le attività, diciamo, in linea per progredire per il prossimo scatto. E quindi volevo di nuovo uscire un po' dalla mia comfort zone per ampiare un po' gli orizzonti e appunto cercare qualcosa di nuovo, sentirmi nuovo stimolato. Quindi ho iniziato un po' a guardarmi intorno, fuori dall'Italia principalmente, ho fatto un po' di colloqui. Avevo un'opportunità per lavorare in Luxemburgo, una per lavorare in Olanda, un'altra per tornare a Londra, però di fatto stavo cercando qualcosa di un po' più radicale. Mi era rimasta sempre in mente l'idea della California, ovviamente, però era un po' un periodo complicato per spostarsi all'epoca perché c'era il tema del visto. Anche in accent il business negli Stati Uniti stava andando un po' più a rilento e quindi, diciamo, la cosa più simile che c'era la California, e anche dal punto di vista, diciamo, come lifestyle, diciamo, mi ispirava molto perché avevo un amico appunto di infanzia che viveva in Australia da un po' di tempo, era l'Australia. Ho iniziato a fare qualche ricerca. Ho notato che il mercato della cyber security stava crescendo ed era previsto in crescita in tutto il mondo double digit intorno al 8-10%, però nella zona specifica di Asia Pacific la crescita era aspettata. Era anche maggiore intorno al 15%. E quindi, diciamo, ho iniziato a cercare posizioni in Australia inizialmente da remoto, poi anche internamente nel portare Accenture si stava sviluppando tutto un nuovo settore della cyber security in Australia, c'erano posizioni aperte. Quindi ho applicato di fatto per un ruolo di supporto alla crescita del business qui in Australia e visto comunque la mia esperienza in Europa, sono stato appunto selezionato. Da lì, diciamo, ho scelto di partire per l'Australia e sono atterrato a Sydney. Allora, Sydney come potete vedere dalle foto, è una città molto blu con tanto mare, cosa che a noi liguri abitate a vivere sul mare, piace molto perché ti mette di buon umore, anche se la giornata magari non è sempre buona, però, solo vedere il mare. O comunque vivere vicino al mare è una cosa che ti dà molta felicità. E poi la città è molto bella, come vedete, perché ha un po' tutto. Ha un Central Business District CBD, che vedete con grattacieli che ricorda un po' diciamo le città americane. Qui c'è quello principale, però ce ne sono altri due: uno sta a nord del ponte che non si vede, un altro in West, che si chiama Paramatta CBD. Abbiamo anche noi un ponte che non è a lungo come quello di San Francisco, però è altrettanto bello, come potete vedere. E poi c'è comunque una comunità molto attiva sui temi di start up, IT, eccetera. Cioè, in Australia, le città principali sono Sydney e Melmour. Sydney, diciamo, è quella più famosa per le start up, per i financial services, tutte le sede delle aziende, eccetera. Inoltre, diciamo, muovermi a Sydney mi ha permesso anche di praticare il mio sport preferito, che ho dimenticato di dirvelo prima. Ma essendo divento è famoso per il surf. Ho sempre da quando ero quindicenne, diciamo, quattordicenne. Ho praticato surf e se ne appunto a 10 minuti da macchina del centro. Hai già dei posti dove puoi andare a fare surf. Quindi ho nel mio tempo libero, comunque pratico surf e qui ho messo una foto appunto della piscina, dove abbiamo anche una piscina che fa onde artificiale, in Sydney dove mi alleno. Questa è diciamo, un po' la prima parte fino a Sydney. A Sydney. Poi sono arrivato circa due anni fa, ormai due anni e mezzo fa. Ho iniziato appunto con il ruolo di security strategy e governance lead ad Accentures. Praticamente avevo un sottoservizio il mio obiettivo era quello appunto di sviluppare un sottoservizio nella zona dell'Asia Pacific. E quindi, appunto, fare interviste con le varie aziende, eccetera, per proporre questi servizi di security strategy e governance e rispondere ovviamente ai bandi di gara, eccetera. L'esperienza è andata molto bene. Tanto che nel 2025 poi sono stato promosso come senior manager. Adesso gestisco appunto diversi clienti nell'ambito Telco, faccio sia la parte di delivery dei programmi di trasformazione, ma anche lo supporto e lo sviluppo del business per questi programmi, per questi clienti nell'ambito telco. Quindi aziende di telecomunicazioni, anche data center o cose di questo tipo. Per il 2026, che ha iniziato da poco. Appunto, il mio obiettivo è quello di espandere ancora il servizio ai clienti nel portafoglio, aumentare appunto le crescite di business, ma anche aumentare il mio network appunto e farmi partecipare a diverse security event e network e fare da speaker, in modo da aumentare un po' anche la mia voce nel mercato australiano. Il mercato australiano è un mercato molto dinamico rispetto a quello italiano in generale. C'è molto ricambio nelle aziende. Le persone cambiano lavoro ogni due anni circa. È un po' simile alla situazione che c'è nei paesi anglosassoni come UK, Londra, eccetera. Un mercato piccolo, direi comparato a quello euro italiano, perché poi comunque dall'Italia servi molti clienti che stanno anche in Europa. Però c'è tutta la parte Asia Pacifica che comunque si sta sviluppando. Quindi hai dei contratti anche puoi lavorare anche con il Giappone, in alcuni contratti, perché comunque anche se con Nuova Zelanda, principalmente, con Singapore e quindi diciamo diventa un po' un hub per tutta la parte di Asia Pacifica, e anche la comunità è molto interessante perché vivere a Sydney è un po' come vivere in tutto il mondo, perché hai persone che veramente vengono da tutte parti del mondo, anche i miei colleghi, colleghi che vengono un po' da tua parte d'Europa, ma poi hai anche persone che vengono dal Giappone, Hong Kong, americani, inglesi, un po' di tutto praticamente. Questo è molto bello perché ti dà la possibilità appunto di lavorare un po' con persone con diversi background, diversi modi di operare, eccetera, e ti arricchisce molto anche dal punto di vista personale. Sfide che ho avuto tre principali, quando sono arrivato, era piena estate, non so se lo sapete, ma cercare casa Sydney non è facilissimo. Cioè, trovare una stanza, se qualcuno l'ha già affittato, è relativamente facile. Tuttavia, siccome mi sono spostato con la mia compagna, cercavo una casa, ovviamente. Inizialmente devi fare una sorta di colloquio come se dovessi andare a cercare un lavoro. Praticamente, ti chiedono molte referenze, devi compilare questo questionario infinito e poi c'è molta competizione. Quindi, all'inizio, i primi mesi, ho provato inizialmente a cercare una casa vicino al mare. Diciamo un po' lo standard, Bondai o diciamo, vicino all'oceano, ma c'erano delle code di tipo 100 persone a vedere le case che sono rimasto abbastanza scioccato. E poi, dopo, finalmente mi sono spostato un più verso la città, che era una cosa un po' più fattibile, e ho trovato poi un bell'appartamento, diciamo, vicino al posto di lavoro, quindi mi viene comodo anche per spostarmi a piedi. Per il momento, appunto, sono rimasto lì perché poi a tutti i servizi, eccetera. Però, diciamo, il primo mese ho cambiato quattro case su Airbnb ogni due o tre settimane, è stato un po' stressante da quel punto di vista. Poi mi sono dovuto un po' adattare alle differenze culturali e il dinamismo a cui accendavo prima, in particolare, è stato molto divertente perché quando stavo ancora in Italia, stavo aspettando il visto per venire a lavorare qua, avevo iniziato un po' a collaborare da remoto con l'Australia, quindi a supportarli nello sviluppo del business, eccetera, e modo da farmi conoscere. Mi ricordo che mi svegliavo alle 5 di mattina, lavoravo 2-3 ore per l'Australia e poi iniziavo la giornata lavorativa in Italia. Avevo preparato un po' tutto il terreno era pronto. Quando sono arrivato, diciamo, il capo con cui dovevo lavorare il giorno stesso che sono arrivato, ha dato le dimissioni. Quindi mi ha offerto una bottiglia di vino e mi ha metto in bocca al lupo e niente. Quindi, ho dovuto un po' ricominciare da capo. Tutto il processo diciamo di networking, però, diciamo, poi è andato bene. Anche la vicinanza all'ufficio, comunque, mi ha permesso di andare spesso in ufficio, incontrare molte persone dal vivo, quindi condividere caffè, eccetera. Quindi, in poco tempo, diciamo, sono riuscito a farmi conoscere. Un altro tema inizialmente è stato un po' imparare i nuovi requisiti di sicurezza quasi Pacific, perché in Europa siamo un po' standardizzati, col fatto dell'Unione Europea abbiamo, poi c'è la Banca Centrale Europea e quindi abbiamo de standard che sono un po' comuni in tutta Europa. Qua invece è più frammentata la situazione. Ogni nazione gestisce i suoi standard, addirittura in Australia ha il sistema di stati come negli Stati Uniti, quindi c'è cinque stati. E ogni Stato è un po' anche sulla temi di cyber, adesso stanno cercando di standardizzare, però ha le sue normative. E quindi un po', diciamo, ho investito un po' di tempo per studiare, andare a capire quali erano le differenze, eccetera, per questi nuovi standard. In tutto questo percorso, ho acquisito skills e competenze rilevanti. In particolare ho più di sette cyber security certification, sia nell'ambito tecnico ma anche manageriale. Per chi non lavora nell'ambito della cyber security, le certificazioni sono molto importanti perché comunque ti attestano il tuo livello di conoscenza da un ente esterno, e quindi, specialmente se esci qua di fuori dall'Italia, comunque sono viste molto bene perché garantiscono comunque che tu hai un certo livello di qualità. Ho un'esperienza, diciamo, di più di sette anni appunto in gestire team, varie dimensioni e anche appunto team che collaborano in diverse parti del globo e del continente. In particolare, lavoriamo anche molto con persone offshore che sono in India o nelle Filippine, e quindi abbiamo dei team che sono un po' dislocati. Faccio un esempio: recentemente un programma dove stiamo installando un tool di data offuscation. Il cliente e il teamano si erano connessi dall'Europa. Uno stava in Spagna, l'altro in Scozia, l'altro in Inghilterra. Evamo un team in India e un altro team in Australia. E quindi era un po' divertente perché erano un po' connessi da tutte le parti del mondo, infine, volevo lasciare appunto, qualche consiglio appunto per qualcuno che vuole seguire un percorso simile al mio carriera internazionale. Allora, il primo punto è diciamo di essere sempre positivi, perché se tieni un atteggiamento positivo, tra cose positive. Questo è un po' quello che ho sempre pensato. Le sfide, diciamo, ti portano poi a crescere, anche se c'è un momento di stress iniziale, vuol dire appunto che sei un po' uscito dalla tua comfort zone e quindi poi ti permette di crescere, arrivare al prossimo step. Se sei sempre, diciamo, ripeti sempre le stesse cose, vedi che diciamo, l'attività che svolgi ormai non ha più sfide e la vedi, diciamo, come un po' ripetitiva, è tempo, secondo me, di vedere qualcos'altro, di cambiare, almeno quando sei giovane. Poi, magari a un certo punto diciamo, va anche bene fare le cose ripetitive. Tuttavia, nella tua prima parte la carriera, secondo me, questo è molto importante. Prioritizzare appunto il continuous learning adesso, con questo appunto, avvento che hai, genere, agenti che hai, eccetera, è molto rilevante soprattutto. Io, soprattutto, investo un paio d'ore ogni giorno per appunto prendere confidenza appunto con tutti i framework di sviluppo di agenti che hai, come metterli in sicurezza, eccetera. Perché comunque il mondo si sta trasformando. Molto velocemente da questo punto di vista, e quindi essere sempre una mente aperta, cercare sempre di imparare, cioè avere un po' l'approccio sempre universitario, la curiosità, adattarla al mondo, diciamo, che ti circonda, specialmente nel settore della IT, che comunque di un'evoluzione va molto veloce, e poi coltivare un strong network. Inizialmente questa cosa, diciamo, l'avevo un po' sottovalutata, venendo comunque da un background, un background tecnico, tra virgolette, un po' nerd, non molto espansivo con gli altri, tra virgolette, però poi crescendo, notato appunto che avere un network, soprattutto, ti permette di essere visibiliti, di avere visibilità, appunto, specialmente nei contesti aziendali, devi lavorare bene, ma devi essere anche visibile per poi progredire, e quindi avere un strong network, investire in relazioni sociali, eccetera, è una cosa che ti permette appunto di crescere molto velocemente, anche perché poi le persone in un ambiente molto dinamico si spostano in altre aziende, e quindi tu, diciamo, riesci a costruirti un po' il tuo gruppo di persone, diciamo, che con cui lavori. Poi è anche divertente perché la possibilità di farti gli amici comunque sul lavoro, comunque specialmente nella consulenza dove l'età media è molto bassa, diciamo, è anche molto divertente fare network dal mio punto di vista, ok? Conclusione, allora, niente, diciamo come vi dicevo, appunto, questa esperienza di Sydney è stata un'esperienza fino adesso molto positiva. Mi ha permesso di crescere, espandere i miei orizzonti, sviluppare nuove competenze, eccetera, testarmi in un ambiente completamente nuovo. E anche, diciamo, Sidney è meno, diciamo, l'Australia in generale ha meno regolamentazione rispetto all'Europa. Quindi, anche tutti i tool che hai diciamo arrivano un po' prima, è un po' una via di mezzo tra Europa e Stati Uniti, direi l'Australia. E quindi, diciamo, è un ottimo hub diciamo, per sviluppare ancora più le competenze n'ambito cyber security e crescere professionalmente. Come obiettivi futuri, appunto, voglio fare appunto un mentoring delle nuove generazioni di cyber security professional e anche contribuire come sempre a rendere più sicuro il mondo, soprattutto adesso, con queste tensioni geopolitiche che abbiamo, ci sono molti attacchi a obiettivi sensibili e quindi, diciamo, aiutare a garantire stabilità. Sicuramente è un obiettivo molto interessante. Avrei concluso. Ho lasciato una slide per appunto, question and answers.

SPEAKER_05

Ottimo, ma direi che possiamo anche stoppare, se sei d'accordo, sto per la condivisione schermo, così vediamo, comunque tutti quanti. Certamente, perché è un problema. Perché la visione per com'è esatto, quando condividi lo schermo, noi vediamo il principalmente il schermo con te, almeno così c'è riusciamo anche a vederci fra di noi. Certo, certo e molto più personale se no un problema, sto ancora condividendo. No, hai smesso, è finito, ok, perfetto, ottimo! Allora, grazie mille, direi che hai dato un overview assolutamente generale su tutto. Comunque, hai parlato del tuo percorso, hai parlato di quello che hai fatto. Hai parlato di Sydney, hai parlato di differenze varie. Quindi, diciamo che almeno su due piedi è un po' complicato fare un diping. Quindi, partiamo da una cosa semplice: una cosa che ho detto, come la comunità italiana, Sidney, perché comunque Sydney, cioè almeno l'Australia in generale, immagino sia, io la vedo sempre come, fra virgolette, la meta preferita per fare o la gita al liceo oppure fare il periodo di lavoro temporaneo o simili, ma invece, vivere effettivamente in un posto come l'Australia per un italiano, e appunto relazionarsi con magari altri italiani che sono lì, come?

SPEAKER_02

Allora, dal punto di vista professionale, ci sono diversi italiani che lavorano qua a Sydney, ma ho conosciuto anche gente che lavora a Google, a Atlassian, anche persone che lavorano nel settore finance, perché Sydney è molto famosa anche come settore come hub finance, appunto. Quindi, oltre persone che vengono qua appunto per fare un'esperienza work in Olide o comunque lavorano poi nel settore della ristorazione, ci sono anche molti professionisti che lavorano nel settore IT o nel corporate, eccetera. Vivere qui, diciamo, come italiano, sei visto bene, direi, perché gli italiani comunque hanno contribuito a creare la nazione Australia e anche se parli con australiani, comunque anziani te lo dicono apertamente, dicono che siamo visti bene perché siamo visti come lavoratori e comunque persone di intelletto che hanno aiutati a sviluppare diciamo tanti settori, eccetera. E poi il fatto che ci sono in Sydney, soprattutto ci sono molti italiani. Aiuta perché c'è un sacco di ristoranti italiani e quindi ti senti a casa, anche se sei d'altra parte del mondo, comunque entri in ristoranti, parli italiano. Ti siedi, mangi.

SPEAKER_05

Esatto, ma italiani, italiani o italiano o americana dove ha avuto il trisavolo.

SPEAKER_02

No, diciamo che sono state due principali migrazioni: uno nel dopoguerra, e quelli magari sono in seconda generazione. Alcuni hanno perso un po' l'uso dell'italiano perché, diciamo, c'era un po' più, razzismo. Tuttavia, diciamo dovevi parlare principalmente inglese, perfetto, altrimenti, diciamo, era un po' più restringente la società all'epoca. Poi c'è stata l'altra migrazione, quella degli ultimi 15-20 anni, e quindi ci sono italiani, diciamo, che sono venuti qua. Che, diciamo, sono qua 10 anni, 15 anni che parlano comunque italiano, eccetera. Vedi anche molto i cognomi italiani. Per esempio, se avete visto le Olimpiadi invernali, c'erano due atleti del team Australia che entrambi avevano nomi italiani, praticamente, perché i loro nonni erano italiani. Oppure anche i pilota di Formula 1, diciamo, italiani, australiano. Adesso vabbè, nel gara nel GP di Melbourne è nato contro il muro nel giri di prova. Tuttavia, anche lui, Oscar Piastri è di origini italiane.

SPEAKER_05

Effettivamente è un nome più italiano, Oscar è abbastanza internazionale. Ma Piastri come cognome, sento di dire che forse è più italiano, però effettivamente non ci avevo mai pensato interessante. Bene, quindi, allora, in parte avete anche detto in generale, anche qui andiamo più sul lato personale. Visto che comunque è il lato professionale, poi, ovviamente, faccio un paio di domande. Io poi lascio lo spazio a tutti se hanno interesse a farti domande. Più da quel lato. Dal punto di vista vita, vivere in Australia contro vivere, almeno tu li hai visitati, magari in certi posti. Hai fatto Erasmus, oppure negli States hai fatto più gita, possiamo dire, io dico sempre che è stata una gita scolastica per Grown Ups. Il sirico pari staditore. Come ti sembra differente la vita fra Australia, States, per cui hai visto?

SPEAKER_02

In Europa, allora, il tema dell'Europa è che vivi bene. Tuttavia, il problema è che i paesi dove diciamo, sei pagato bene. Tra virgolmente, sono paesi dove puoi vivere per un lungo periodo, soprattutto se abituato la liguria, al mare, al sole, eccetera, ti pesa un po'. Vivere in Lussemburgo o in Olanda oppure in UK, eccetera, c'è poco sole piove spesso, eccetera. Quindi questa è la lunga, secondo me, ti va un po' a pesare, anche la qualità del cibo, eccetera. Devi tornare poi spesso in Italia. Dai la possibilità di spostarti all'interno dell'Europa velocemente. Tuttavia, diciamo il posto dove vivi, anche amici che diciamo, vivono lì dopo un po' comunque ti inizia a pesare dopo un po' di anni che sei lì, qui in Australia. Da quel punto di vista, no, perché comunque come dicevo, c'è il mare, spiaggia, bellissima 20 minuti da Sydney. Hai la città, hai comunque il centro storico, ma comunque la cultura del cibo è molto buona. C'è i ristoranti asiatici, italiani, europei, eccetera. Quindi, dal punto di vista proprio di vita, vivi molto bene. L'unica cosa, appunto, che sei distante dall'Italia per diciamo, mantenere un po' i contatti, devi organizzarti, non c'hai un po' quella spontaneità di chiamare i tuoi genitori: cioè devi chiamare o la mattina presto o dopo lavoro, sei un po' disincronizzato. Da quel punto di vista, però, è questo, diciamo, secondo me, un po' l'unico vero svantaggio. Poi comparata l'America, il mercato del lavoro, comparato la Silicon Valley, è un po' più piccolo, ovviamente, perché un'azione da 25 milioni. Se è vero che diciamo, tutte le principali società IT US, poi mettono una base in Australia di solito per le operazioni in Asia Pacific. Quindi hai un po' tutte varie Google, Amazon, eccetera. Hai anche delle start-up appunto che stanno crescendo molto velocemente e quindi è un mercato dinamico. Tuttavia, non è la stessa cosa di stare in Silicon Valley ovviamente. D'altro canto, però, dal mio punto di vista, la qualità della vita è migliore perché è più sicura prima di tutto, rispetto agli Stati Uniti, è un modo un po' più simile al welfare che abbiamo in Europa, qualcosa in intermedio, quindi hai comunque al tessera sanitaria, che si chiama Medicare, e quindi comunque è un ambiente, diciamo che è una via di mezzo un po' tra il sistema europeo e quello degli Stati Uniti. Diciamo, anche le persone, diciamo. Direi che è quello, diciamo. È più sicuro, la qualità della vita è più alta, perché comunque le spiagge, eccetera, sono parata di mano, è tutto più tranquillo, eccetera. I contro sono principalmente il cibo, è meno processato che negli Stati Uniti, qualità del cibo migliore, e il contro è principalmente in accesso al mercato del lavoro che è un po' più piccolo.

SPEAKER_05

Però nel complesso direi positiva come opzione, sicuro da considerare caso qualcuno stesse decidendo dove andare all'estero per parlare inglese, e va bene. Grazie. Lascerei un attimo. Possibilità agli altri domande se sono interessati. Se no, poi possiamo anche continuare. Comunque, se qualcuno vuole fare una domanda a Mirko, magari più interessato al lato Australia, magari più interessato al lato Cyber Security. Dite voi liberi di fare domande.

SPEAKER_04

Si alza la mano, come funziona, Lorenzo, Mirko, noi in realtà ci siamo visti in quello studio tour. La barba non aiuta. Tuttavia, ho visto che appunto questa presentazione stasera quindi mi sono unito. Niente, magari prima o poi ci vedremo anche di persona adesso con i trasporti, è un po' difficile. La mia domanda è relativa alla tua scelta di diventare manager perché comunque non è una cosa scontata. Conosco persone che apprezzano molto quel tipo di attività, e altre che invece preferiscono crescere più dal punto di vista tecnico, e quindi niente, volevo chiederti cosa ti ha spinto a diventare manager, se sei appunto soddisfatto di questa scelta, cambieresti qualcosa? E che consigli daresti a qualcuno che magari invece ha dei dubbi?

SPEAKER_02

Su quale strada prendere, cosa mi ha spinto a diventare manager, eccetera. Allora, principalmente allora, secondo me, la cosa che mi è piaciuto molto è che comunque crescendo in un ambito più manageriale, hai possibilità più di influenzare gli altri, e le scelte nel settore IT, mentre se lavori nel settore diciamo con il lato più puramente tecnico, allora è una carriera molto interessante, che però devi farla, secondo me, in società che producono software, come appunto può essere l'Atlassian o altre società. Se tu inizi a lavorare nell'ambito più corporate o aziende più tradizionali, diciamo, la possibilità di crescere da questo punto di vista più orizzontale ti permette di avere più influenza, di capire come vendere prodotti, come interagire con gli altri. Tutti questi aspetti. E poi all'inizio, magari nei primi anni mi ricordo che l'università era un po' più una persona più introversa, anche dal punto di vista, diciamo, sociale, mi ha permesso di diventare una persona più estroversa, capire più come comunicare i messaggi, eccetera. Quindi sviluppare queste caratteristiche che altrimenti, secondo me, l'avrei sviluppate più lentamente. E poi adesso con l'avvento appunto di tutti queste automazioni, eccetera, mi piace perché posso vedere tante cose da un punto di vista un po' più alto e quindi guidare un po' più sui temi strategici l'azienda. Invece se fai uno sviluppo più tecnico, diciamo, diventi poi molto esperto nel tuo campo, che è una cosa positiva, eccetera, che vi piace. Però magari ha una visione un po' più ristretta a quello che stai facendo. Invece, questo ti dà una persona di avere una visione un po' più ampia. Se sei curioso, magari sai meno, ovviamente, perché non entri così nel dettaglio. Però, diciamo, puoi mettere un po' insieme tutti i pezzi del puzzle e un po' la visione completa di quello che diciamo succede. Questo è un po' quello anche, non so, nel mio campo di cyber security. Ad esempio, se dovessi domani mi dovesse chiamare qualsiasi classe e dice, ok, mi fai una cyber strategy, qua dobbiamo capire. Io più o meno. Sono in grado di disegnargli, diciamo, la struttura completa. Invece, se magari si fossi focalizzato, ad esempio, su fare, ad esempio, solo penetration test, o cose, magari non avrei la visione completa per capire tutti i vari tasselli, come incastrarli se può avere senso.

SPEAKER_04

E giusto per curiosità, tu hai lavorato nella consulenza per gli ultimi anni hai mai valutato l'idea di passare a qualche azienda più di prodotto? O ti piace questo dinamismo?

SPEAKER_02

Sì, allora, qualche azienda di prodotto ho pensato. Però, diciamo, in questo momento sono contento di stare in consulenza dove sono. Perché comunque in questa tua transizione hai agenti, eccetera. Ci siamo posizionati bene come diciamo partner lidere nella trasformazione AI. Quindi, hai modo appunto di lavorare in progetti interessanti. Adesso, per esempio, faccio parte di un team molto grande su un progetto dove stiamo completamente trasformando, diciamo, un'azienda dove praticamente stiamo automatizzando tutto con AI, eccetera, io gestisco la parte di sicurizzazione di tutti questi agent, eccetera. Quindi lavori in progetti sfidanti per il momento non mi sono ancora annoiato. Sicuramente se capite l'opportunità nei prossimi anni di lavorare per un'azienda di prodotto rilevante, sicuramente proverei a fare lo switch, eccetera. Non mi piacerebbe molto al momento lavorare in aziende un po' più consolidate come banca assicurazione, perché poi quello che succede è che devi fare un po' un lavoro ripetitivo dopo un po', è sempre un po' la stessa cosa, da rispondere agli audit, fai delle cose, però mi piace di più la parte trasformativa. Lavorare sempre in progetti che hanno una durata, e poi, dopo quello cambi, e lavori in un altro cliente, vedi un'altra cosa.

SPEAKER_05

Mi attacco io un attimo a Don Deorenza, invece, start up l'hai mai considerato, start up, sì, venirti.

SPEAKER_02

Sì, quello sì. Tema che quando ti muovi in Australia inizialmente hai un visto legato al tuo sponsor di lavoro. Quindi ci vuole almeno qualche anno prima di essere PR e quindi puoi staccarti. Tutti, sicuramente è una cosa che probabilmente nei prossimi anni, diciamo, qui in Italia, in Australia, anche il sistema è simile, come dicevo, un po' è più semplificato rispetto a quello che abbiamo in Italia. Quindi, sicuramente è una cosa, diciamo, che proverò a fare magari nei prossimi anni. O comunque, si può pensare, diciamo, qua, di provare a mettere in pratica qualche idea di sviluppare qualche nuovo tool, sviluppare qualche azienda. È semplificato qui. Quindi in realtà è una cosa che si può stare a fare in Italia. All'epoca non era, diciamo, quando ho sviluppato un po', diciamo, la mia carriera in Italia. Non è come adesso, comunque che in Milano ci sono un sacco di start-up molto acceso al mercato. Era un mercato un po' più spento, avrei dovuto spostarmi, forse, stare in Europa, in UK e poi da lì cercare di sviluppare una carriera in quell'ambito. Tuttavia, è una cosa sicuramente più interessante, anche quella.

SPEAKER_03

Qualche altra domanda devo intervenire io, Carlo, per una cosa che non ho mai fatto perché non è una domanda a Mirko, ma è una domanda a Lorenzo B perché credo che sia la prima volta che ci succede che a distanza di 13 anni, due partecipanti al Civic Ballestaditour del 2013, si incontrano in un webinar, quindi devo per forza intervenire. E te ne dico un'altra. Lorenzo B è torinese come te, oltretutto come Carlo. Quindi siamo a questo punto su questo atto di Gurga Piemonte al 100%. Quindi la mia domanda a Lorenzo è anche interessante. Lorenzo arriva, ti dico Madur come leggo dai dati storici dall'università di Torino Informatica, no? Allora, eri studente, grosso modo, dell'età di Mirko, che cosa hai fatto? Non ti chiedo di fare un webinar come Mirko, ma semplicemente dove sei oggi, dove sei finito oggi dopo in questi 13 anni, Lorenzo, se ci sai, non volevo rubare la scena, Mirko, la farò breve: scatta il timer.

SPEAKER_04

Io sono rimasto in Italia per tutto questo tempo, nei dintorno di Torino. La cosa interessante è che pur non necessariamente cercando esperienze così internazionali e dinamiche. Dopo aver lavorato in reply, quindi in consulenza, sono finito a lavorare per Nuance che aveva una sede qui a Torino. Si occupava di conversational AI, Voice AI, questo genere di cose. Ma sono entrato nel 2020, quindi con Piero Covid, quindi da quel momento in poi ho lavorato da remoto con dei team internazionali che sono un po' distribuiti in Canada, in Nord America in generale, ma anche in Europa e in India. Poi siamo stati acquisiti dalla piccola Microsoft e quindi ho lavorato un po' anche con le persone oltre oceano. Sempre stando seduta a casa, non facilissimo, è una ora di distanza, non sono il massimo. Da pochi mesi sono passata una startup, scale up americana, Live Kit più o meno, sempre facendo questo. Io sono nato più come sviluppatore software, poi mi sono spostato nel mondo di infrastruttura, quindi cloud, DevOps, Kubernetes, cose di questo tipo. Questo startup comunque si occupa sempre di conversational e voi se ai. Questo è un po' il sunto.

SPEAKER_03

Grande, direi che dal punto di vista di tutorial per chi ci ascolta, perché alcuni li conosco, sono giovani che sono al livello che eravate voi nel lontano 2013. Avete con Lorenzo e con Mirko due traiettorie assolutamente diverse, unite solo dall'internazionalità, che, però, l'internazionalità di Lorenzo è totalmente da Torino, che peraltro è una bellissima città. Lo diciamo anche per Carlo perché se no si offende visto che Carlo è torinese doc. E poi l'internazionalità è mantenuta pur rimanendo a Torino, in una chiave assolutamente globale come quella che ci ha raccontato Lorenzo.

SPEAKER_05

Grazie Lorenzo, bello averti rivisto, intanto, grazie per la domanda, ottimo, direi che possiamo tornare su Mirko se se qualcuno ha qualche domanda, se no, vado avanti io. Io ho una domanda. Io andrò a Cicco con Lorenzo, una domanda?

SPEAKER_01

Perché riguardando un po' il suo percorso che ci ha raccontato, ho notato come il cambiamento sia un aspetto molto caratteristico. Cioè, ha spesso cambiato la sede di lavorazione, eccetera, ma non ho capito se per mancanza di stimoli oppure perché vi è proprio un atteggiamento, posso dire, magari un po' diverso rispetto al solito, dove Il cambiamento è visto con una notazione non opprimente e magari non, c'è che significato da lei alla parola cambiamento, perché è una parola spesso che ho riscontrato nel suo percorso.

SPEAKER_02

Sì, certo, diamoci pure del tu, Lorenzo. Il cambiamento per me è sempre stata un'opportunità di crescita da questo punto di vista, e quello che ho pensato, anche in prospettiva diciamo di vita, quello che sempre ho pensato è che alla fine abbiamo tutta una vita, no, che ha la durata limitata. Se tu fai sempre le stesse cose, è come se avessi vissuto sempre una sola vita, se tu invece cambi, è come aver vissuto tante vite in una. E quindi quello è un po' quello che sempre ho pensato: se fossi rimasto a Milano tutto il tempo, ok, magari sarei stato stabile a Milano, eccetera, però non avrei vissuto un'altra parte, no? L'esperienza che avrei fatto. Quindi quello sempre cercato: cercare di avere più esperienze possibili durante l'arco della vita per essere contento della vita che hai fatto, non solo dal punto di vista professionale, ma anche dal punto di vista di esperienza di vita. Poi, ovviamente, si cerca sempre di andare verso il meglio, ovviamente, quando fai un cambiamento, no? Tuttavia: crescita e esperienze, quelle sono le due cose a cui mi riferisco sul cambiamento, grazie, effettivamente.

SPEAKER_05

Denota anche abbastanza l'evoluzione attuale, perché quello che ho comunque potuto vedere sia da amici, sia da LinkedIn che altro, c'è molto più una denotazione a cambiare lavoro molto più spesso rispetto a prima. Magari una volta ti mettevi su un'azienda e ci rimaneva anche tutta la vita. Mio padre, banalmente non è da ingegnere, ha lavorato per 40 anni nella stessa azienda, passando dal gradino più basso a quello più alto, mentre invece adesso si preferisce molto di più mettermi a rimbalzare per cui addirittura c'è Vittorio Viarengo, che, per chi lo conosce, è un grande italiano in Silicon Valley, ai tempi ci aveva detto che idealmente bisognerebbe cambiare lavoro ogni due anni, al terzo anno sei già, al terzo anno è già troppo, quindi. Però, è un'evoluzione, posso anche comprendere, un'evoluzione umana, come dicevi anche tu, continuare a evolversi e vivere tante vite assieme, sì, esatto, quello che, allora, Matteo, avevi una domanda?

SPEAKER_00

Ciao, Mirko, allora, una domanda un po' più tecnica. Attualmente stanno sviluppando un po' di start up, Silicon Valley, non diciamo, ai che cercano di fare penetration test. Non so se hai mai sentito di queste start up, ma se pensi siano quanto siano scalabili e quanto possano raggiungere dei livelli decenti nei prossimi anni, ci sono.

SPEAKER_02

Ma allora, già prima, diciamo che questa ondata c'erano diverse start up, comunque anche aziende consolidate che ti permettono di fare penetration test, eccetera. Diciamo che il lavoro di penetration test nel corporate, come visto, è un po' un lavoro. Diciamo chiunque pensa un po' al hacker, comunque l'etica hacker come una persona che fa un lavoro. Diciamo molto di precisione, eccetera. Però la realtà dei fatti è che molte aziende devono fare questi penetration test ricorrenti sulle loro applicazioni, perché c'è una regola, c'è diciamo, un regolamento, una legge che ti impone di fare penetration test almeno nei 12 mesi, quindi sono attività in buona parte dei casi ripetitive, diciamo, e diciamo un po', diciamo, una commodity tra virgolette, no? Quindi, secondo me, per casi regolatori dove appunto c'è questo obiettivo che devi fare penetration test ogni 12 mesi, eccetera, specialmente su applicazioni, esempio, esposte sul web, eccetera. I tool sicuramente sono scalabili, possono togliere una grande parte del lavoro, eccetera. Rimane sempre un po' poi il lavoro più artigianale dell'etica lacker, che però diventa un po' red teaming o appunto attività diciamo più specifiche dove si va proprio a testare, diciamo, la compromissione dell'azienda. Quindi la parte di società AI dove fanno i penetration test, eccetera, tutti questi aspetti qua sono attività che vanno un po' a industrializzare il processo di penetration test e vulnerability assessment che deve essere fatto per fini più che altro aziende regolamentazioni, regulatory related. Invece, c'è un altro aspetto che è, appunto, quello che rimane un po' di etica, che poi anche lui a supporto di tu le hai, eccetera, che è una nicchia più piccola rispetto al grosso del lavoro. Spero di averti risposto. Grazie.

SPEAKER_05

Se posso un attimo stendere, abbiamo gli ultimi tre minuti di discorso. In generale, tu hai parlato tanto di integrazione delle AI, come vedi, ovviamente, se ci stai lavorando su lo trovi interessante, ma in maniera più approfondita, come vedi questa evoluzione e integrazione delle AI anche nel mondo cyber security? Perché ovviamente ci sono due aspetti. Uno, come quello che ha citato Matteo, più l'AI utilizzata nella cyber security al supporto della cyber security e ovviamente c'è tutto il lato di sicurezza dei modelli che va da quello che sono i garail, per chi ha un po' più di conoscenza, chi il prompt injection, ma anche solo banalmente, tutta la sicurezza dietro la servitizzazione di modelli.

SPEAKER_02

Sì, allora, secondo me, dal punto di vista della cyber security ci sono principalmente due o tre aspetti da tenere in considerazione. Allora, primo punto riguarda l'utilizzo di sistemi di GNI o AI per automatizzare tutta la parte relativa al reporting di cyber security. Perché noi tutti pensiamo a cyber security ok, gli hacker fare gli attacchi, ma la realtà è che in cyber security si perde tantissimo tempo a fare reporting, reporting di assessment di cyber security, risk assessment, assessment sulle terze parti, eccetera, perché poi tutti questi vengono valutati sia in caso di acquisizione di aziende come parte della due diligence, sia quando viene valutato un nuovo fornitore per erogare i servizi, eccetera. Quindi, tutta questa parte può essere automatizzata con questi tool che ne hai e si ridurr molto. Diciamo l'effort relativo a questi aspetti. Esempi di una startup rilevante, ad esempio, Evanta, che recentemente ha fatto tutta la parte di control SOX, automatizzata, eccetera. Per quanto riguarda invece la sicorizzazione dei tool di hai, eccetera, secondo me, il focus è molto spostato verso la protezione del dato alla sorgente, cioè tu utilizzi cosa sta succedendo nelle grandi aziende, no? Prima iniziano con un progetto che di solito vanno a creare un data lack house, data warehouse, no, dove praticamente vanno a come un bidone dove vanno a portare tutti i dati dell'azienda, fanno un processo di normalizzazione dei dati tramite TL e poi dopo vanno a creare dei data products, no? Che sono come dei un prodotto fatto di questi dati di diversi campi. Quindi il dato diventa di una qualità sufficiente per essere utilizzato poi dai tool DAI. Una volta che poi questo dato è pronto per essere utilizzato, e poi lo usi nei tool DAI, vai a perdere il controllo sul dato stesso. Quindi, se hai i dati sensibili, dopodiché, si, puoi mettere guard rail, semantic, eccetera. Però, in realtà, alla fine perdi il controllo sul dato. Quindi, l'unico modo è proteggere la fonte. Quindi, cosa si sta facendo in questi momenti? Si stanno adottando delle pratiche come la tokenizzazione del dato o il dinami data masking che vanno a proteggere il dato alla fonte, in particolare la tokenizzazione, che sta prendendo molto campo adesso, perché al contrario dell'encryption, la tokenizzazione ti permette di proteggere il dato in transit quando sta nel cache anche viene elaborato, e col dato tokenizzato puoi comunque effettuare query, joint, tutta la parte di analisi dei dati di business intelligence e poi vai a diciamo, un tokenizzare il dato solo nel report finale che viene dato al cliente. Quindi, i dati personali sono protetti durante tutto questo processo di trasformazione, di elaborazione e di creazione, e poi, praticamente, è come se l'utente finale ha solo la chiave per vedere il report con i suoi dati effettivi, e vengono appunto mantenuti tokenizzati per tutto il processo. Quindi, ci sono appunto delle tecniche che si spostano sempre per la protezione più vicino possibile al dato.

SPEAKER_05

Diciamo, dovuto al fatto che comunque si va un po' a perdere il controllo del dato utilizzando tutti questi sistemi DI, certo, va bene, grazie mille della tua risposta, signori, siamo arrivati alla fine di questa nostra bella onetta notturna per noi mattiniera per Mirko.

SPEAKER_02

Non so se stia cominciando a sola a prendere un caffè, dopo, perfetto.

SPEAKER_05

Almeno finisci con un po' di luce del sole, quindi direi grazie a tutti voi per aver partecipato appunto a questa edizione un po' più notturna. Grazie tanto, Mirko, per aver trovato spazio nell'agenda, comunque aver organizzato per te una chiamata mattiniera. Auguro a tutti voi un buon proseguimento. Spero di vederci presto con un nuovo episodio di Inspiration Valley.

SPEAKER_02

Ciao a tutti, ciao a tutti, grazie Carlo, grazie Paolo.